Dazi USA, la sfida del Made in Italy cosmetico: il viceministro Valentini spiega la strategia del governo
Nel convegno di Assolombarda dedicato alla crescita del comparto cosmetico, il tema dei dazi statunitensi è emerso come uno dei punti più critici per le imprese lombarde del settore. Dopo anni di espansione sui mercati internazionali, le aziende si trovano ora a fare i conti con un contesto commerciale reso incerto dalle nuove politiche protezionistiche degli Stati Uniti. Dazi che, come è stato sottolineato da diversi relatori, non colpiscono solo il lusso o la moda, ma incidono anche su un’eccellenza industriale come quella cosmetica, che in Lombardia rappresenta oltre la metà della produzione nazionale.
Le aziende del territorio lamentano costi più alti, pratiche doganali più complesse e il rischio di perdere competitività rispetto ai produttori locali americani. Un problema che, secondo gli analisti presenti, si somma al fardello normativo e burocratico interno, già segnalato più volte dal mondo delle imprese come un ostacolo alla crescita.
Il viceministro Valentini: Servono regole giuste, non guerre commerciali
Su questi temi è intervenuto Valentino Valentini, viceministro alle Imprese e al Made in Italy, che ha richiamato l’urgenza di una politica economica capace di difendere il tessuto produttivo senza esasperare i rapporti commerciali internazionali.
“Il Made in Italy non chiede protezione, ma condizioni eque. Dazi e barriere non fanno che impoverire tutti, anche chi crede di guadagnarci nel breve periodo”.
Valentini ha spiegato che il governo sta seguendo con attenzione la questione dei dazi statunitensi, in coordinamento con Bruxelles, per evitare che i settori d’eccellenza come quello cosmetico diventino vittime collaterali delle tensioni tra le grandi economie. “Stiamo lavorando per garantire continuità all’export e promuovere accordi bilaterali che valorizzino la qualità italiana, non la penalizzino”.
Le sue dichiarazioni si inseriscono in un quadro in cui la diplomazia commerciale torna ad avere un ruolo chiave. L’attenzione degli operatori si concentra sui prossimi tavoli europei, dove si discuterà della revisione dei regimi doganali con gli Stati Uniti. Come ha spiegato Valentini nel corso dell’intervista rilasciata aBeauty-online, visibile in questo articolo, l’obiettivo è rafforzare la presenza italiana sui mercati esteri e al tempo stesso alleggerire il peso burocratico interno, perché non possiamo chiedere alle nostre imprese di essere competitive fuori se le teniamo frenate dentro.
Le imprese chiedono chiarezza e stabilità
Dal confronto emerso nel convegno, il messaggio degli imprenditori è stato unanime: servono tempi certi, regole stabili e interlocutori istituzionali affidabili. Il comparto cosmetico lombardo, che esporta oltre il 65% della propria produzione, guarda con preoccupazione all’evoluzione delle politiche USA ma continua a investire in ricerca, sostenibilità e internazionalizzazione.
Assolombarda ha sottolineato come il sistema produttivo regionale resti una forza trainante per l’economia nazionale, ma che la competitività non può reggere a lungo se il contesto commerciale globale diventa sempre più imprevedibile. Gli imprenditori presenti hanno chiesto al governo un’azione coordinata con l’Unione Europea per tutelare le filiere e scongiurare il rischio di contraccolpi occupazionali.
Tra diplomazia e industria: l’Italia del beauty cerca equilibrio
Il messaggio che arriva da Milano è chiaro: il Made in Italy del beauty non teme il mercato, ma pretende regole trasparenti e reciprocità. Il governo, attraverso la voce del viceministro Valentini, punta a un equilibrio tra difesa degli interessi nazionali e apertura internazionale. Il tema dei dazi non è solo una questione di numeri, ma di strategia: decidere se l’Italia vuole restare protagonista nei mercati globali o diventare vittima delle tensioni tra le grandi potenze. Una sfida che, come ha ricordato Valentini, “riguarda non solo le imprese, ma l’intero sistema Paese”.


