Legislazioni & regolamenti

L’Avvocato generale UE chiede di annullare l’obbligo di finanziamento a carico di cosmetica e farmaceutica

L’Avvocato generale Juliane Kokott ha depositato il 3 settembre 2026 le proprie conclusioni nella causa C-193/25, Polonia contro Parlamento e Consiglio, e ha proposto alla Corte di giustizia dell’Unione europea di annullare l’articolo 9, paragrafo 1, lettera a), e l’allegato III della direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane (Direttiva UE 2024/3019). Le disposizioni contestate impongono ai produttori di medicinali e di cosmetici di finanziare almeno l’80 per cento dei costi di installazione, ampliamento ed esercizio degli impianti di trattamento quaternario destinati alla rimozione dei micro-inquinanti, oltre ai costi di monitoraggio e agli oneri amministrativi del regime di responsabilità estesa del produttore. La Polonia ha contestato la violazione del principio chi inquina paga, della parità di trattamento e della proporzionalità, poiché il regime individua due soli settori.

L’Avvocato generale ha accolto i rilievi sull’insufficiente giustificazione dell’esclusione degli altri comparti e sulla valutazione erronea dei dati posti a fondamento della norma. Le conclusioni non vincolano la Corte, che deve ancora pronunciarsi. Adrian van den Hoven, direttore generale di Medicines for Europe, ha dichiarato che il parere “rafforza la richiesta di sospendere l’applicazione della direttiva”. Cosmetics Europe aveva accolto favorevolmente a giugno l’invito del Parlamento europeo a riesaminare i dati alla base del regime. L’esito incide sulla pianificazione industriale del comparto, perché le imprese cosmetiche programmano produzione e investimenti con anni di anticipo e la ripartizione dei costi di depurazione entra nella struttura di costo di lungo periodo.

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