
Biomarker Omega-3 associati a riduzione del rischio di fibrillazione atriale
Uno studio pubblicato sul Journal of the American Heart Association, riportato il 2 gennaio 2026, contraddice precedenti report del UK Biobank. Ricercatori del Fatty Acid Research Institute, University of Illinois, Stanford, University of Missouri e Saint Luke’s Mid America Heart Institute hanno rilevato che l’uso di integratori di olio di pesce non aumenta il rischio di fibrillazione atriale quando gli effetti confondenti dell’età vengono adeguatamente contabilizzati nei modelli statistici. Livelli ematici più elevati di DHA, EPA, DPA ed EPA+DHA sono associati a una riduzione del rischio di fibrillazione atriale del 6-10%.
L’unico segnale di aumento del rischio riguarda persone trattate con omega-3 a dosaggio molto elevato (prodotti farmaceutici prescrizione 2-4g/die) ad alto rischio cardiovascolare. Bill Harris PhD, presidente FARI, afferma: “Results reinforce that it’s physiologic status of omega-3 in blood—not simply supplementation per se—that correlates with AF risk”. L’approccio basato su biomarker offre comprensione più sfumata rispetto agli studi basati su auto-report.

