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Smalti per unghie e TPO: cosa cambia per le aziende italiane e la sicurezza dei consumatori

Dal 1° settembre 2025, l’Unione Europea ha vietato l’uso del Trimethylbenzoyl Diphenylphosphine Oxide (TPO) nei cosmetici, inclusi gli smalti per unghie. Questa decisione si basa sulla classificazione del TPO come sostanza CMR (Cancerogena, Mutagena e Tossica per la Riproduzione) di categoria 1B, secondo il Regolamento CLP (Regolamento (CE) n. 1272/2008). Il divieto è stato formalizzato con il Regolamento (UE) 2025/877, inserendo il TPO nell’Annex II del Regolamento Cosmetici (Regolamento (CE) n. 1223/2009)

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Approcci diversi tra i paesi UE

In alcuni Stati membri, come la Finlandia, le autorità nazionali hanno adottato un approccio più flessibile, consentendo l’uso dei prodotti contenenti TPO fino ad esaurimento scorte, garantendo una transizione graduale per le imprese del settore. In Italia, invece, l’interpretazione più rigida della normativa ha creato preoccupazioni tra le piccole e medie imprese, molte a conduzione femminile e giovanile, come sottolineato, in un comunicato stampa da OPA, l’associazione degli operatori del settoreOnicotecnici Professionali Associati.

Salute dei consumatori e responsabilità delle imprese

La tutela della salute dei consumatori e dei professionisti rimane però la priorità assoluta. Le decisioni normative devono basarsi su evidenze scientifiche solide e applicarsi in modo uniforme in tutti gli Stati membri, assicurando sicurezza senza penalizzare la competitività delle imprese. Le imprese del settore cosmetico dovranno quindi aggiornare prodotti, procedure e formazione, garantendo comunicazione chiara con i clienti. Solo così sarà possibile rispettare la normativa europea e continuare a operare in un mercato della cosmesi che deve necessariamente dare priorità e attenzione alla salute e alla sicurezza.

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