Mercati e Tendenze

BASF valuta un’offerta più alta per Evonik dopo il primo rifiuto

BASF è pronta ad alzare l’offerta per Evonik dopo che il gruppo di Essen ha respinto la prima proposta di 22,15 euro per azione, pari a circa 10,3 miliardi di euro. Fonti vicine a BASF citate dall’agenzia Reuters giudicano molto improbabile che la prima cifra resti l’ultima parola. BASF non ha commentato ed Evonik ribadisce che non sono in corso trattative. A fine settembre l’amministratore delegato di BASF Markus Kamieth aveva confermato l’esistenza di colloqui esplorativi.

RAG-Stiftung detiene il 43,8% di Evonik. Il suo consiglio di sorveglianza ha ricevuto un’informativa il 9 ottobre e non ha annunciato decisioni. Nel consiglio dei garanti della fondazione siede il presidente della Renania Settentrionale-Vestfalia Hendrik Wüst, e il governo regionale chiede di tutelare l’occupazione e lo sviluppo indipendente di Evonik. Hanno scritto ai consigli di fabbrica delle due società il presidente del sindacato chimico IGBCE Michael Vassiliadis e il membro del direttivo Alexander Bercht, per mettere in guardia da decisioni affrettate.

Evonik ha già in programma circa 3.200 tagli di posti fra il 2027 e il 2029, dei quali circa 2.150 in Germania. Nel 2025 BASF ha realizzato 59,7 miliardi di euro di vendite con circa 95.000 dipendenti, Evonik 14,1 miliardi con circa 31.000 addetti. Entrambi i gruppi forniscono ingredienti all’industria della cura della persona e gli analisti di Baader Europe avevano segnalato possibili rischi antitrust in questo comparto.

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